Moto Days

Anche quest’anno saremo presenti all’evento moto days presso la nuova fiera di roma dal 7 al 10 marzo 2013 ci trovarete nelPADIGLIONE 3 con gli stand B11 e B15, venite a trovarci e a scoprire come ricevere un bloccadisco e una catena omaggio, ma sopratutto a scoprire come possedere uno scooter per 2 anni a 34 € al mese! Tante novità come ogni anno al moto days e tanti eventi da non perdere.

Ulteriori info su: www.motodays.it

Dal 2 Novembre 2012 stop euro 1

venerdì 2 novembre 2012, ore 12:52

Da venerdì 2 novembre si amplia la gamma di veicoli che non potranno circolare all’interno dell’anello ferroviario.Esteso il divieto di ingresso e circolazione nella fascia ztl dell’anello ferroviario anche ai veicoli a benzina Euro 1, autoveicoli diesel Euro 2, ciclomotori e motoveicoli Euro 1, a 2-3-4 ruote, con motore a 2 e a 4 tempi.Un’ordinanza di Roma Capitale datata 25 ottobre 2012 parla infatti dell’estensione del divieto di transito nell’area a causa dell’alto livello di valori di concentrazione di smog nell’area che si registrano nella città soprattutto nel periodo invernale.

Le categorie sopracitate quindi vanno ad aggiungersi a tutti quei veicoli verso i quali il divieto era già in vigore ovvero auto a benzina euro 0, diesel euro 0 e 1, ciclomotori e motoveicoli a 2-3-4 ruote a 2 e 4 tempi euro 0, tricicli e quadricicli diesel euro 1.

La nuova restrizione però entrerà in vigore venerdì 2 novembre e sarà valida fino al 31 marzo 2013.
Per tutti i veicoli in questione non sarà possibile circolare nell’area indicata dal lunedì al venerdì, con l’esclusione dei giorni festivi infrasettimanali, il sabato e la domenica.

Sono esentati dalla restrizione tutte le macchine, i ciclomotori e i motoveicoli i veicoli di portatori di handicap, di polizia e i mezzi d’emergenza.
Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in particolare sul Portale dell’Automobilista, è possibile verificare la classe di appartenenza del proprio veicolo in modo da evitare di incorrere nella sanzione prevista per i trasgressori.
Chi non rispetterà il divieto di circolazione pur possedendo un mezzo rientrante nelle categorie interdette, rischierà una sanzione di 155 euro, così come previsto dal codice della strada.

I residenti della zona in questione avranno un anno di tempo per adeguarsi alla nuova direttiva mentre il divieto di circolazione scatta da subito per tutti gli altri automobilisti possessori di autoveicoli rientranti nelle categorie indicate che da venerdì non potranno più entrare nella zona ztl dell’anello ferroviario, pena una salata multa.

Polizze moto temporanee

Le polizze moto temporanee

A differenza di quanto accade nel settore auto, dove questa forma di assicurazione non ha preso molto piede, nel campo delle due ruotehttp://www.guidaassicurazioni.it/assicurazioni-moto” le assicurazioni temporanee per le moto sono ormai considerate ‘quasi’ la norma, specialmente da coloro che non utilizzano il veicolo per gli spostamenti di tutti i giorni ma solo in alcuni periodi dell’anno, come l’estate, o durante i weekend. Per questi centauri ‘a tempo’ sono nate le polizze moto temporanee.

Come funzionano? Lo schema è molto semplice; ci si assicura per un periodo definito nel contratto, ovviamente minore di un anno. Esistono polizze moto temporanee di varia durata ma in generale vi sono due tipologie principali:

  • assicurazione temporanea periodica:
questo tipo di assicurazione si riferisce ad archi temporali di media entità, tendenzialmente trimestrali e semestrali. E’ indicata per tutti coloro che utilizzano il proprio motoveicolo nel periodo estivo e/o primaverile. Le più diffuse sono quelle di durata semestrale, solitamente richieste per coprire il periodo che va da Aprile ad Ottobre, ed il cui costo è solitamente al di sotto del 60% di una polizza moto annuale.

  • assicurazioni temporanee di breve durata:
questo tipo di polizza copre la propria moto per periodi molto brevi, ovvero una settimana o qualche giorno. Questa polizza assicurativa è indicata per chi fa utilizzo del veicolo solo in determinati giorni della settimana, come ad esempio nel weekend, o per spostamenti occasionali. Va sottolineato che più si riduce il tempo di durata della polizza, più aumenta il costo per ogni singolo giorno.

In alternativa alle polizze moto temporanee esistono soluzioni altrettanto utili e convenienti come le polizze sospendibili e quelle a consumo. Le prime prevedono la possibilità di sospendere l’attività della polizza per un periodo definito di tempo salvo poi riprenderla, facendo durare così il tempo totale di durata del contratto.

Con le polizze moto a consumo si pagano invece solo i km realmente percorsi, o solo per i giorni in cui la polizza è attiva. In tutti questi casi va posta attenzione a non utilizzare il veicolo nei giorni di non copertura, visto che eventuali danni arrecati a terzi verrebbero pagati interamente dall’assicurato, senza la possibilità di potersi rivalere sulla compagnia di appartenenza, e con il rischio anzi di risoluzione del contratto.

www.guidaassicurazioni.it

Scooter e microcar, arriva il foglio rosa

Non basterà piu superare un quiz di dieci domande per ottenere il patentino della guida di un motorino 50 di cilindarata o una minicar, ma bisognerà essere in possesso del foglio rosa rilasciato dopo il superamento delll’esame teorico. Il documento consentirà la guida del mezzo dalla prova teorica fino al superamento di quella pratica. Cambieranno,quindi, le norme che fino ad oggi hanno regolato il Codice della strada del patentino. Il rilascio del foglio rosa è previsto, inanzitutto, dopo il superamento dell’esame teorico e solo successivamente ci si potrà esercitare alla guida di un ciclomotore o di una microcar. Il foglio rosa avrà una validità di sei mesi, durante questo lasso di tempo si puo sostenere la prova pratica al massimo per due volte con una distanza di tempo non inferiore ad un mese da una prova all’altra. Inoltre l’esame di guida potrà essere sostenuto solo dopo un mese dal rilascio del foglio rosa. Piccola differenzazione tra scooter e microcar: per le prove e le esercitazioni con il foglio rosa per gli scooter saranno consentiti in luoghi poco frequentati e senza bisogno di istruttore; diversa è la regola per le microcar, i candidati che si eserciteranno dovranno essere affiancati da una persona con patente B da almeno dieci anni e che non abbia superato i 65 anni; inoltre sarà obbligatorio apporre sul veicolo la “P” di principiante. Nel dettaglio l’esame pratico si svolgerà in due fase distinte. In una prima fase il candidato verrà testato in un area chiusa al traffico, ben delimitatata e appositamente attrezzata. Anche qui c’è una differenza tra la prima prova che riguarda gli scooter e quella delle microcar. Nel primo caso per i motocicli sarà previsto uno slalom a forma di cono, il percorso di una traiettoria a forma di otto, il passaggio in un corridoio stretto e infine una prova di frenata. Nel caso delle Microcar la prova prevederà la preparazione del veicolo (regolazione sedile e specchietti e allacciamento cintura di sicurezza), manovre base (partenza, cambio marce, accellerazione e decellerazione), impostazioni e controllo della curva, parcheggio, retromarcia e frenata. La seconda prova per entrambe avverrà poi in strada nel traffico cittadino.La valutazione del candidato si avrà solo dopo la seconda parte della prova pratica di guida. Unica variazione per l’esame teorico riguarderà l’ambito dei corsi di preparazione dove sarà  prevista un’ora di lezione su elementari conoscenze del funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza. La nuova norma sarebbe dovuta entrare in vigore dal 19 gennaio 2011, ma il decreto Milleproroghe ne ha previsto lo slittamento al 31 marzo 2011. Un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro dell’Economia, ha reso poi possibile un ulteriore spostamento in avanti, al 31 dicembre 2011.
Chi ha compiuto 18 anni prima del 30 settembre 2005 non dovrà applicare le novità ma, come già previsto dal codice della strada, dovrà aver frequentato un apposito corso.
Silvia   Mariotti

Circolare dismissione targhe ciclomotori vecchie

 

Decreto ministeriale 2 febbraio 2011
Calendarizzazione delle operazioni di rilascio dei certificati di circolazione e
delle targhe per ciclomotori

(Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 2 aprile 2011, n. 76)

Il Ministro delle infrastutture e dei trasporti

Visto l’art. 97 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante «Nuovo codice della
strada», e successive modifiche ed integrazioni, il quale disciplina la circolazione dei
ciclomotori;
Visto l’art. 14, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120, recante «Disposizioni in
materia di sicurezza stradale», il quale ha esteso anche ai ciclomotori dotati di certificato
di idoneità tecnica l’obbligo di essere muniti del certificato di circolazione e della targa di
cui al citato art. 97 del decreto legislativo n. 285 del 1992, secondo il calendario stabilito
con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
Visto l’art. 14, comma 3, della richiamata legge n. 120 del 2010, il quale fissa in diciotto
mesi, decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge medesima, il termine ultimo
entro il quale il predetto obbligo deve essere assolto per non incorrere nella sanzione
amministrativa ivi prevista;
Ritenuto, pertanto, di dover provvedere alla fissazione di scadenze dilazionate che
consentano, nel rispetto del predetto termine ultimo, la razionalizzazione della sequenza
temporale delle richieste degli interessati al fine di garantirne una gestione efficace ed
efficiente da parte degli uffici competenti;
Vista la nota prot. n. 103574 del 29 dicembre 2010, con la quale il Ministero
dell’economia e delle Finanze – Dipartimento del tesoro ha autorizzato la fornitura delle
necessarie targhe;

Decreta:
Art. 1
1. I proprietari di ciclomotori, già immessi in circolazione anteriormente alla data del 14
luglio 2006 e muniti di documentazione tecnica rilasciata a norma dell’art. 62 del testo
unico delle norme sulla circolazione stradale adottato con decreto del Presidente della
Repubblica 15 giugno 1959, n. 393, ovvero di certificati di idoneità tecnica rilasciati sino
al 13 luglio 2006, per poter circolare richiedono, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 14,
commi 2 e 3, della legge 29 luglio 2010, n. 120, il rilascio della targa e del certificato di
circolazione di cui all’art. 97, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni, nel rispetto dei seguenti termini:

 entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, per i
ciclomotori muniti di contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica
inizia per «0», «1» e «2»;
 entro centoventi giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, per i
ciclomotori muniti di contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica
inizia per «3», «4» e «5»
entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, per i
ciclomotori muniti di contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica
inizia per «6», «7» e «8»;
 entro duecentoquaranta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, e
comunque non oltre il 12 febbraio 2012, per i ciclomotori muniti di contrassegno
di identificazione la cui sequenza numerica inizia per «9» e la cui sequenza
alfanumerica inizia con la lettera «A».

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 2 febbraio 2011

Rodaggio moto e scooter

Il Rodaggio
Il rodaggio di una moto nuova è decisamente importante, in quanto riesce a metterla in condizione di funzionare nel migliore modo possibile. Non bisogna assolutamente dar retta a chi vi dice che le moto oggi non hanno bisogno di rodaggio, ma anzi bisogna attendere che ogni parte abbia trovato la sistemazione definitiva e le migliori condizioni di funzionamento. I manuali d’uso forniscono istruzioni precise circa il periodo di rodaggio: di solito si tratta di una velocità da non superare con una determinata marcia innestata,

oppure di un certo numero di giri invalicabile fino al raggiungimento di un certo chilometraggio. Per completare il rodaggio sono quasi sempre previsti tre gruppi di velocità via via crescenti. Il principale inconveniente di questo metodo, che è quello consigliato da tutti i costruttori, sta nel troppo rigido frazionamento in stadi del rodaggio che porta bruscamente, in coincidenza con un certo chilometraggio, a passare a regimi più elevati senza che il motore si sia abituato in modo graduale. Quindi è molto saggio considerare le istruzioni dei costruttori come un semplice schema di base: qualche volta e per brevi tratti, spingete la vostra moto a velocità superiori rispetto a quelle suggerite dal manuale d’uso, sempre nel rispetto delle norme stradali. Da evitare assolutamente i lunghi percorsi in autostrada a velocità costante. La circolazione in città è la situazione migliore per un rodaggio a regola d’arte per le continue variazioni di regime che impone. Non bisogna neppure trascurare che il rodaggio riguarda non soltanto il motore, ma anche tutti gli altri organi meccanici, dalle sospensioni al cambio.

Principali guasti:

Per viaggiare in motocicletta non è necessario essere degli esperti meccanici, anche perché le moto moderne hanno raggiunto livelli di affidabilità molto elevati, che solo una manutenzione poco accurata può compromettere. Un minimo di conoscenze tecniche è comunque bene possederlo, soprattutto le più semplici che eviteranno problemi facilmente risolvibili. Cominciamo da uno dei guasti classici: quando la moto non vuole saperne di partire. Procediamo all’individuazione del guasto verificando alcuni punti fra i più importanti. Se le spie del cruscotto sono fioche e il motorino d’avviamento stenta, allora è la batteria scarica. Supponendo invece che la batteria sia carica e che il motorino faccia un bel rumore vivace cercando di accendere il motore, passiamo al resto delle cause. Cominciamo dall’alimentazione: sembra strano, ma molti motociclisti, magari abituati dalla lucetta gialla del cruscotto dell’automobile, dimenticano che su alcune moto di lucette non se ne accendono. Se, alla partenza, il rubinetto del carburante era già girato in posizione di riserva si rischia di ritrovarsi a piedi. Dunque, attenzione al pieno e controllare sempre, prima di partire, che il rubinetto del carburante sia su ON e non su RES. Ma può anche capitare che di benzina nel serbatoio ce ne sia. Si tratta allora di verificare, per cominciare, che la benzina arrivi al motore, ricostruendo il percorso lungo il tubo fatto dalla benzina. Per un controllo del sistema di alimentazione andate sull’agitatore del galleggiante del carburatore, il famoso “cicchetto”. Se la benzina non fuoriesce dalla vaschetta del carburatore, significa che il filtro del rubinetto o il filtro della vaschetta dello stesso carburatore o il raccordo rubinetto-vaschetta oppure più banalmente il foro dell’aria del tappo del serbatoio sono otturati. Individuato il guasto di uno dei filtri otturati si pone il problema di sturarli: è semplice, basta smontarli dalla loro sede e soffiarci sopra con forza, meglio se con un getto d’aria compressa: non trascurate, poi, un’accurata pulizia con un po’ di benzina che potete recuperare dal serbatoio, aprendo il rubinetto. Diverso il problema se la benzina, dopo aver agito sul “cicchetto”, fuoriesce dalla vaschetta del carburatore: per sapere come procedere dovrete smontare la o le candele. Se le trovate assolutamente secche probabilmente sarà otturato lo spruzzatore del carburatore: smontatelo soffiateci dentro con forza. Non tentate però in alcun modo di pulirlo con un filo di ferro o con un ago: il passaggio dello spruzzatore è calibrato con elevata precisione ed è molto facile danneggiarlo. Naturalmente il carburatore della vostra moto potrà riservarvi sorprese assai più complicate, ma l’inconveniente appena descritto è statisticamente il più frequente. Quando la moto non dà segno di voler partire o si spegne improvvisamente durante la marcia, l’altro settore da controllare immediatamente, dopo quello dell’alimentazione, è l’accensione. La prima operazione da fare, perché è la più semplice, è quella di smontare le candele. Se le trovate completamente impregnate d’olio potete trarre qualche elemento. In particolare, se il motore è a 4 tempi è un bel problema: significa che avete i segmenti rotti o consumati oppure la guida di una delle valvole non è più stagna. Provvedete comunque a pulire le candele: potete riuscire ad arrivare sino all’officina più vicina. Se la vostra moto è a due tempi, il guaio è meno serio: significa che avete messo troppo olio nella miscela. In questo caso dovreste avere trovato dell’olio anche nei filtri. Provvedete subito a dare una bella scrollata al serbatoio, pulite filtro e candela e raggiungete il primo distributore dove potrete fare rifornimento con miscela normale o aggiungere solo un po’ di benzina. Se dall’esame delle candele vi sembrerà tutto normale, dovete proseguire la vostra indagine per scoprire se il guasto riguarda l’impianto elettrico. Per fare questo dovrete inserire il contatto, rimettere il cappellotto della candela e appoggiare questa a un’aletta della testata o del cilindro, tenendola però per il suo corpo isolante: se toccate la parte metallica rischiate di prendere la classica “sberla” ad alta tensione. A questo punto abbassate a mano la pedivella o azionate il motorino d’avviamento: se tutto è regolare dovrete vedere e sentire scoccare una bella scintilla di colore blu elettrico. Se la scintilla scocca, ma appare di colore rossastro significa che l’anticipo è irregolare: sarà necessario rivolgersi ad un’officina. Se invece non scocca alcuna scintilla, esaminate con attenzione il filo della candela. Verificate l’isolante: può essere rotto. In questo caso potete cercare di accorciarlo o di avvolgerlo con del nastro adesivo o, almeno, di tenerlo lontano da parti metalliche della moto per evitare che scarichi la sua energia a massa e non sulla candela. La moto è sempre ferma, controllate che il filo della candela sia ben inserito e collegato al cappellotto da una parte e al capocorda centrale della bobina dall’altra. Verificate anche gli altri due contatti della candela e i loro fili. Ad ogni verifica rifate la prova di accensione. Attenzione alla pioggia e all’umidità: i fili della candela devono sempre essere asciutti. Se tutto vi pare ancora regolare è necessario approfondire l’indagine rivolgendo l’attenzione alle puntine platinate e al distributore: entrambi questi accessori possono trovarsi in corto circuito a causa di corpi estranei oppure possono essere consumati. Per un’accurata pulizia di questi particolari è sempre opportuno tenere nella borsa degli attrezzi una lima di cartone per le unghie, con l’abrasivo su ambo le facce. Naturalmente dovrete avere a portata di mano anche il libretto di uso e manutenzione della vostra moto per individuare il luogo dove si trovano puntine e distributore. L’esame dei principali componenti dell’impianto elettrico non deve fare escludere altri guasti, come il grippaggio. Un motore che grippa è un motore che riscalda in modo irregolare. Anche se il particolare è poco noto, tutti i pistoni sono raffreddati anche e soprattutto dai vapori della benzina fresca in arrivo dal carburatore. Se il motore non è più a tenuta stagna vi può entrare dell’aria. Siccome il carburatore non aumenta l’erogazione di carburante, la miscela aria-benzina sarà troppo povera di benzina e non raffredderà a sufficienza l’interno del cilindro, della testata e il pistone. Il rimedio è semplice, per chiunque possieda una briciola di manualità: si tratta di stringere bene i dadi dei cilindro e della testata e la candela nel suo alloggiamento, nonché la flangia del carburatore. In questo modo si elimina la mancanza di tenuta stagna.

In inverno:

Cosa si deve fare quando arriva l’inverno e la moto si abbandona per un po’:
– Olio: tende ad acidificare col tempo e quindi corrode i metalli, ma soprattutto quando non si riesce a scaldarlo oltre i 100 gradi non evapora l’acqua di condensa e quindi ci si emulsiona formando quella schiuma marrone che spesso si ritrova nel filtro dell’aria. Cambiarlo quindi prima del fermo invernale insieme al filtro.
– Benzina: anche la benzina invecchia, ma questo problema sarebbe il minore, perché la benzina vecchia rende soltanto di meno. Il problema è la condensa d’acqua che fa i buchi nei serbatoi di ferro. Riempire bene il serbatoio fin sotto il tappo a costo di rabboccare a casa dalla tanica.
– Gomme: se la moto dormirà sui cavalletti, cioè con le ruote alzate, ripristinare la pressione normale. Se invece dormirà sulle sue ruote, gonfiarle molto + del normale, anche oltre 3 atm, altrimenti tendono a “quadrarsi”. Chi ha le mescole già fossilizzate soffrirà comunque della deformazione nel punto in cui le gomme toccano terra.
– Copertura: non usare mai quegli odiosi teli di nylon. E’ vero che la pioggia non finisce sopra alla moto, ma in compenso l’umidità ci resta sempre sotto e non si asciuga mai più. Meglio metterla sotto una tettoia e al più usare un lenzuolo di cotone contro la polvere. Ma anche quello, se si bagna, tende ad appiccicarsi sulla vernice.

Patente per moto e scooter

Patente A1, A2, A3

Ad oggi, esistono 3 tipi di patente A per la moto: la A1, la A2 (=A limitata) e la A3 (=A senza limiti).
La circolare del Ministero dei Trasporti che chiarisce la suddivisione è quella del 13/9/1999.

Per chi ha conseguito la patente B prima del 1986, resta la possibilità di guidare qualsiasi tipo di motociclo.

Patente A1

Età minima: 16 anni

La patente A1 serve per guidare i cosiddetti “motocicli leggeri”, ovvero:
• motocicli di cilindrata fino a 125 cm3 e potenza massima fino a 11 kw;
• macchine agricole che non superano i limiti di massa e di sagoma dei motoveicoli, con velocità massima di 40 km/h, a condizione che non trasportino altre persone oltre il conducente;
• tricicli e quadricicli a motore (quadricicli per trasporto merci con massa a vuoto fino a 550 kg e potenza fino a 15 kw) con cilindrata oltre 50 cm3 e velocità oltre 45 km/h.
Il passaggio dalla A1 alla A2 non è automatico (come succedeva una volta): adesso occorre sostenere un ulteriore esame pratico di guida, su veicolo adeguato, per passare a una patente A di categoria superiore. L’esame di teoria sostenuto per la A1 può però essere tenuto valido (è tenuto valido anche per la patente B).
In passato si sono verificati dei disallineamenti tra la normativa nazionale e quella europea, ragione per cui le categorie che si possono guidare con questo tipo di patente sono diverse a seconda dell’anno di conseguimento.

Patente A2

Età minima: 18 anni

La patente A2 serve per guidare, nell’immediato, motocicli di potenza limitata (fino a 25 kw di potenza).
La patente A2, la “A con i limiti”, si consegue sostenendo l’esame pratico su una moto di potenza inferiore ai 35 kw, che rende più agevoli le manovre da fare all’esame. A qualunque età la si consegua, dopo due anni dalla data di conseguimento questa patente perde le limitazioni, vale a dire che fatti due anni di esperienza di guida si possono poi guidare tutti i motocicli, anche quelli di potenza superiore ai 35 kw, e di diritto si è titolari di una patente A3 senza limiti.
Facciamo degli esempi: un ragazzo di 18 anni che consegue la patente A2, a 20 anni compiuti può guidare tutti i tipi di moto e si ritrova in automatico con la patente A3 in mano. Un ragazzo di 21 anni che consegue la patente A2 deve aspettare di avere 23 anni (2 anni di esperienza minima, che si calcolano a partire dalla data di conseguimento) per guidare tutti i tipi di moto; se invece vuole guidare subito tutti i tipi di moto, gli conviene fare gli esami per la patente A senza limiti, visto che ha i requisiti di età.
Con la patente A2 si possono guidare (per i primi due anni dal conseguimento):
• motocicli di cilindrata fino a 25 kW di potenza o con rapporto potenza/peso fino a 0,16 kW/kg
• macchine agricole che non superano i limiti di massa e di sagoma dei motoveicoli, con velocità massima di 40 km/h, a condizione che non trasportino altre persone oltre il conducente
• tricicli e quadricicli a motore (quadricicli per trasporto merci con massa a vuoto fino a 550 kg e potenza fino a 15 kw) con cilindrata oltre 50 cm3 e velocità oltre 45 km/h.
Chi ha già conseguito la patente A in passato e vuole sapere se la sua patente ha qualche tipo di limitazione.

Patente A3 senza limiti

Età minima: 21 anni

La patente A3 serve per guidare da subito tutti i tipi di motocicli, ma va sostenuta su una moto di elevata potenza e, con accesso diretto, non la si può conseguire prima di avere compiuto 21 anni. Se invece si ha già la A2 si deve semplicemente aspettare 2 anni perchè in automatico si abbia poi la A3 senza limiti (accesso graduale).
Con la patente A3 si possono guidare:
• motocicli di qualsiasi tipo
• macchine agricole che non superano i limiti di massa e di sagoma dei motoveicoli, con velocità massima di 40 km/h, a condizione che non trasportino altre persone oltre il conducente – per guidare tutti i tipi di macchine agricole bisogna invece conseguire la patente B

tricicli e quadricicli a motore leggeri – per guidare tutti i tipi di tricicli e quadricicli occorre conseguire la patente B.

Patente A esame pratico

(A1, A2 e A3 senza limiti)

Guida su moto a marce automatiche (scooter)
e relativo esame pratico

Il candidato che intende conseguire l’abilitazione alla guida di un veicolo con cambio manuale deve effettuare la prova di capacità e comportamento su di un veicolo dotato di tale tipo di cambio.
Se il candidato effettua la prova di capacità e comportamento su una moto priva di leva manuale (ad es. scooter), per le categorie A e A1, tale fatto deve essere debitamente indicato sulla patente rilasciata in base a tale prova. La patente rilasciata avrà cioè questa limitazione, che con essa si potranno guidare solo moto a marce automatiche.
Se si vuole togliere questa limitazione dalla patente in un secondo tempo, è sufficiente risostenere l’esame pratico su veicolo adeguato, non occorre rifare anche l’esame teorico. Per le caratteristiche di potenza e cilindrata valgono le stesse regole previste per le moto in generale, che illustriamo qui di seguito.

Veicolo impiegato

1. per l’esame della patente di sottocategoria A1, deve essere impiegato un motociclo senza sidecar di cilindrata pari o superiore a 75 cm3*
2. per l’esame della patente di sottocategoria A2, deve essere impiegato un motociclo senza sidecar di cilindrata di almeno 120 cc e che raggiunge la velocità di almeno 100 Km/h*
3. per l’esame della patente A3 (senza limiti) deve essere impiegato un motociclo con o senza sidecar avente una potenza di almeno 35 kw*

* per capire quale è la potenza della propria moto basta guardare sulla carta di circolazione
Durata:
non meno di 25 minuti

Modalità:
l’esame consiste in due prove distinte, una da effettuare su una pista chiusa, per controllare le capacità, e una da effettuare su strada, per verificare il comportamento e la conoscenza delle norme di circolazione. I candidati devono dimostrare di essere in grado di prepararsi ad una guida sicura, provvedendo a:
• indossare correttamente guanti, stivali, casco e abbigliamento protettivo di altro tipo;
• effettuare, a caso, un controllo della condizione di pneumatici, freni, sterzo, interruttore di emergenza (se presente), catena, livelli dell’olio, luci, catadiottri, indicatori di direzione e dispositivi di segnalazione acustica.

Prova su pista
(direttiva 2008/65/CE)

Al candidato viene richiesto di:
• Mettere il motociclo sul cavalletto e toglierlo dal cavalletto senza l’aiuto del motore, camminando a fianco del veicolo.
• Parcheggiare il motociclo sul cavalletto.
• Almeno due manovre da eseguire a velocità ridotta, fra cui uno slalom; ciò deve permettere di verificare l’utilizzo combinato di frizione e freno, l’equilibrio, la direzione dello sguardo e la posizione sul motociclo, nonché la posizione dei piedi sui poggiapiedi.
• Almeno due manovre da eseguire ad una velocità più elevata, di cui una in seconda o terza marcia, ad una velocità di almeno 30 km/h, ed una volta ad evitare un ostacolo ad una velocità minima di 50 km/h; ciò deve permettere di verificare la posizione sul motociclo, la direzione dello sguardo, l’equilibrio, la tecnica di virata e la tecnica di cambio delle marce;
• Frenata: devono essere eseguite almeno due frenate di prova, compresa una frenata d’emergenza ad una velocità minima di 50 km/h; ciò deve permettere di verificare il modo in cui vengono impiegati il freno anteriore e quello posteriore, la direzione dello sguardo e la posizione sul motociclo.
Le manovre speciali “dovrebbero” figurare fra quelle obbligatorie già dal 2008! Anche se la direttiva ha già imposto l’introduzione di due nuove manovre pratiche (evitamento dell’ostacolo e frenata, a una velocità minima di 50km/h), ad oggi le prove pratiche si tengono ancora con il vecchio sistema. Vediamo in concreto cosa è richiesto ancora oggi all’esame pratico su pista.

Prova su pista
(direttiva 1991/439/CE)
(Circolare n. 32/86 del 19 febbraio 1986 allegato 1)

Il circuito è strutturato su quattro prove: slalom, otto, passaggio stretto, prova di frenata.
Lo slalom non presenta difficoltà particolari, consiste nel passare alternativamente a destra e sinistra di 5 coni collocati a distanza di 4 metri l’uno dall’altro.
L’otto è una prova più complessa e la traiettoria ottimale è quella che porta a passare molto vicini ai 3 primi birilli che si incontrano nella curva, evitando di passare vicino al centro, altrimenti in uscita dalla curva si deve allargare troppo e si rischia di uscire dall’area o di poggiare i piedi a terra.
Il passaggio stretto è facile se si prende la curva per entrarci abbastanza larga, in modo da essere perfettamente dritti quando si entra tra i birilli; alla fine della prova di frenata si deve appoggiare almeno un piede.

In tutte le prove le penalità sono le seguenti:
• Sbagliare il percorso;
• Dimostrare una scarsa padronanza del mezzo;
• Mettere un piede a terra;
• Abbattere uno o più birilli.

Prova su strada

La prova su strada è abbastanza semplice e basta rispettare la distanza di sicurezza, usare sempre indicatori di direzione e guardare negli specchietti retrovisori, non sorpassare la colonna al semaforo, rispettare i limiti di velocità, rispettare le precedenze e fermarsi poggiando il piede a terra quando si arriva ad uno stop. L’esaminatore si trova su un’auto che vi può precedere o seguire, e dà le istruzioni mediante un auricolare. Se vi iscrivete ad un’autoscuola, sarà l’autoscuola stessa a mettere a disposizione sia gli auricolari necessari, sia l’automobile su cui far accomodare l’esaminatore.

I candidati devono eseguire le seguenti azioni in condizioni normali di traffico, in tutta sicurezza ed adottando le opportune precauzioni:
• partenza da fermo: da un parcheggio, dopo un arresto nel traffico; uscendo da una strada secondaria;
• guida su strada rettilinea; comportamento nei confronti dei veicoli che provengono dalla direzione opposta, anche in caso di spazio limitato;
• guida in curva;
• incroci: affrontare e superare incroci e raccordi;
• cambiamento di direzione: svolta a destra ed a sinistra; cambiamento di corsia;
• ingresso/uscita dall’autostrada (o eventuali strade ad essa assimilabili): ingresso mediante corsia di accelerazione; uscita mediante corsia di decelerazione;
• sorpasso/superamento: sorpasso di altri veicoli (se possibile); superamento di ostacoli (ad esempio vetture posteggiate); essere oggetto di sorpasso da parte di altri veicoli (se del caso);
• elementi e caratteristiche stradali speciali (se del caso);
• rotonde; passaggi a livello; fermate di autobus/tram;
• attraversamenti pedonali; guida su lunghe salite/discese;
• gallerie;
• rispetto delle necessarie precauzioni nello scendere dal veicolo.